Non fotografo partite. Fotografo la lotta.
Il gesto atletico nel momento di massima tensione. La fatica che si legge nel corpo. La concentrazione prima del punto decisivo. La voglia di vincere che diventa visibile.
Il mio approccio allo sport è quasi manicheista: c’è chi vince e chi perde, c’è lo sforzo, c’è il dramma agonistico. Non mi interessa la cronaca dell’evento — mi interessa l’essenza di chi compete.
Lo stesso sguardo che estrae l’emozione da un ritratto funziona sul campo da gioco. Cambia il soggetto, resta il metodo: osservare, anticipare, cogliere l’attimo in cui tutto si rivela.
Tornei, gare, eventi sportivi aziendali: ogni contesto ha i suoi momenti decisivi. Il mio lavoro è riconoscerli e fermarli.